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Nasce il gelato “mediterraneo”

Libertà 12/09/2007
Nasce il gelato mediterraneo - foto di gruppo
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  1. scaring scrive:

    Buono, ma non ingrassa: nasce il gelato Perfetto!?,
    “ottimato” ricerca del professor Attilio A.M. Del Re

    Desidereremo/desidero saperne di più per poterlo
    spiegare.

    Cosa Vuol dire 30% tenore di materia grassa, quando il
    gelato artigiano è massimo 7%-8% !? del peso come un
    biscotto per bambini(Plasmon)

    Carboidrati 55% !?, Proteine 15% di che di che cosa.

    Desideriamo/desidererei davvero saperne di più

  2. martino scrive:

    Sono molto perplesso della notizia apparsa giorno 3
    settembre sulla ricerca effettuata dall’Università
    cattolica di Piacenza Facoltà di agraria sul perfetto
    gelato artigiano, confondendolo con la dieta
    mediterranea. Dai parametri immessi non mi risulti
    essere così perfetto e dietetico.
    Se possono essere più espliciti ne sarei grato.
    In secondo luogo le facoltà di agraria si stanno
    impegnando ad avvicinarsi al mondo del gelato, con la
    speranza che venga fuori un interesse economico
    particolare non tenendo conto che potrebbero iniziare
    ad istituire dei corsi di laurea in tecnologia del
    gelato e della pasticceria. Così facendo molti ragazzi
    che escono dalle scuole superiori ed alberghiere
    possono trovare degli sbocchi più interessanti nel
    mondo.

  3. Del Re scrive:

    rispondo a scaring
    le percentuali sono date come percentuali di calorie (dei grassi eccetera) sulle calorie totali
    così usano fare i nutrizionisti e io (e con me il giornalista che mi intervistava) mi adeguo
    un gelato 15-30-55 (i rapporti in calorie raccomandati dalle associazioni mediche americane per la dieta mediterranea) contiene in realtà circa il 18% di proteine e il 16% di grassi, calcolando le percentuali in peso sul peso delle sostanze che forniscono calorie

    quanto al tenore in grasso del gelato artigiano, sono d’accordo: molti gelati italiani da questo punto di vista sono corretti, in quanto il titolo in grassi sulla sostanza secca non è maggiore del 16%
    sono alti in grassi, invece, gli ice cream (vedi legislazione americana)

  4. Del Re scrive:

    rispondo a martino
    la parola perfetto non ci piace
    noi cerchiamo di progettari alimenti che realizzino al meglio possibile le indicazioni che ci danno i dietologi: quindi gelati ottimati ma perfettibili

  5. curioso scrive:

    Buongiorno Prof. Del Re,
    nell’approfondimento sul gelato ottimato, è riportato il tenore di sostanze nutrienti sul peso. Questi valori mi sembrano un pò alti per parlare di “gelato bilanciato”!

  6. Del Re scrive:

    boh
    non sono un nutrizionista
    i nostri gelati sono ‘alimenti Mediterranei gelati’
    ossia bilanciati come cibi tradizionali del Mediterraneo

    quel che si mangia sul Mediterraneo, mi dicono i nutrizionisti, è 15-30-55
    il che vuol dire:
    15 Cal di proteine / 100 Cal totali
    30 Cal di grassi / 100 Cal totali
    55 Cal di zuccheri / 100 Cal totali
    oppure, ricalcolando in peso:
    18 g di proteine / 100 g di peso, tolte le fibre, l’acqua e i sali
    16 g di grassi / 100 g di peso, tolte le fibre, l’acqua e i sali
    64 g di zuccheri / 100 g di peso, tolte le fibre, l’acqua e i sali

    sembra tanto, il grasso: ma prova a condire 200 g di lattuga con un cucchiaio e mezzo d’olio e vedrai

  7. Roberto Bello scrive:

    Sono un consulente anche di una nota società che produce gelati industriali.
    Ho di recente tenuto dei corsi all’Università dell’Insubria di Varese sull’utilizzo della programmazione lineare con esempi anche collegati alle ricette alimentari (http://www.freeopen.org/insubria2008_1.pdf e http://www.freeopen.org/insubria2008_2.pdf)
    Confermo che è notevole l’interesse a produrre gelati nutrizionalmente bilanciati, buoni e a costi ottimizzati.
    Saluti
    r.b.

  8. Del Re scrive:

    rispondo a Roberto Bello
    è molto interessante quello che mi segnala e incoraggiante per il lavoro in corso
    anche noi avevamo cominciato con la programmazione lineare, che è utile per minimizzare i costi ma è risultata inadeguata al problema dell’ottimazione dei valori nutrizionali
    per questo problema è stato necessario definire una serie di algoritmi per la valutazione dei valori nutrizionali stessi prima di ottimarne i valori: cosa particolarmente importante per noi che puntiamo soprattutto sull’aspetto qualitativo e sull’uso di materie prime e processi tradizionali o almeno ben collaudati
    la procedura di calcolo che usiamo è piuttosto complessa ed è ancora inedita

  9. Roberto Bello scrive:

    rispondo al Prof. Del Re
    la programmazione lineare consente di introdurre vincoli di tipo nutrizionale ed ANCHE di tipo organolettico, oppure di formulare una funzione obiettivo che oltre ai costi degli ingredienti (da minimizzare) comprenda anche i valori nutrizionali e quelli organolettici (da massimizzare).

  10. Del Re scrive:

    rispondi a Roberto Bello
    è chiaro che non ho fatto a tempo a studiare il link che mi hai mandato nel commento precedente
    ma, insisto: in presenza di interazioni complesse e non lineari, la programmazione lineare fallisce
    in mano mia
    in mani più esperte, chissà
    è chiaro che mi studierò il link appena avrò un momento di tempo, anzi: al più presto
    poi mi faccio risentire
    a presto

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